In diretta, amore e odio televisivamente bombardano le città.
Dai con le immagini più violente, forza con quelle raccapriccianti,
e farà di tutto per inchiodarti, cosa non farebbe per colpirti?
Rincoglionito stai lì, incollato al teleschermo:
osservi, non pensi, sei stanco e vuoto.
Inavvertitamente non funziona la tua mente,
riempie la tua noia ma ti manda in paranoia.
Prova a parlare: comunicazione, celebrazione, rivoluzione.
Una guerra dopo l’altra, un’indagine dopo l’altra, noi non contiamo un cazzo.
Dobbiamo alzare la voce, dobbiamo farci sentire.
Mangia, mangia, mangia il tuo piatto: migliaia di cadaveri alla tv, ed ingoi il boccone.
Il tuo solito pasto col messia casalingo, redentore elettronico. E sei parte del gioco.
Il gioco comprende una minoranza, che esclude grandi masse, e indispensabile è il superfluo.
Gente disperata e pericolosa, sopravviverà il più violento.

Che dire… Effettivamente è sconcerante pensare che sto disco c’ha quasi ventanni…
Ne servirebbero di artisti così lungimiranti, ma ahimè son i primi a soccombere sotto i colpi della massificazione e dell’omologazione.Saluti