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	<title>Scritti Molecolari</title>
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		<title>Recording Hacks contest</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:53:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://recordinghacks.com/contest/<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=406&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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		<title>Il modo più &#8220;in&#8221; di essere &#8220;out&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 11:12:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(scritto il 4/10/2K11 per il concorso “Outlet Shopping Stories″, promosso dal &#8220;Festival delle Letterature dell&#8217;Adriatico&#8221; di Pescara) Il tempo di aprire gli occhi, e con la complicità di quel poco di luce che riesce a penetrare a fatica nella stanza &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/11/15/in-out/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=420&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>(scritto il 4/10/2K11 per il concorso “Outlet Shopping Stories″, promosso dal &#8220;Festival delle Letterature dell&#8217;Adriatico&#8221; di Pescara)</em></p>
<div style="text-align:justify;"><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2011/11/screen-shot-2011-11-15-at-12-08-06.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-421" title="Screen shot 2011-11-15 at 12.08.06" src="http://molecola.files.wordpress.com/2011/11/screen-shot-2011-11-15-at-12-08-06.png?w=150&#038;h=100" alt="" width="150" height="100" /></a>Il tempo di aprire gli occhi, e con la complicità di quel poco di luce che riesce a penetrare a fatica nella stanza ogni flebile speranza di svegliarmi in un letto che non sia il mio è puntualmente e impietosamente risolta, come da copione. Poco male, dopotutto ci ho fatto il callo, e soprattutto oggi ho ben altro a cui pensare.<br />
Devo assolutamente smaltire -e in fretta- una colossale sbronza, anzi ben due in una: la sbornia madre difatti a ben vedere altro non è che la cocente delusione per non essere riuscito a conquistare l&#8217;agognato trofeo in un premio letterario. Se mi state dando dell&#8217;ambizioso, o peggio dell&#8217;esibizionista, siete assolutamente fuori strada. Al limite fareste molto meglio a darmi del venale, giacchè avevo partecipato con il solo ed esclusivo obiettivo di entrare in possesso del primo e unico premio in palio: un maledettissimo iPad. L&#8217;attuale pesante congiuntura economica della mia sciagurata vita infatti ahimè mal si concilia con l&#8217;ampio ventaglio di funzioni che il gadget in questione sarebbe in grado di svolgere per il sottoscritto, da un punto di vista squisitamente professionale, s&#8217;intende. E per quanto riguarda il suo presunto prestigio? Beh, probabilmente potrei sfoggiarlo in qualche locale pseudo-cool del maxipaesone in cui vivo, e riuscire così ad attirare l&#8217;attenzione di qualche pischella con migliaia di euro indosso, che probabilmente a malapena riesce a parlare un italiano accettabile ma in compenso -vedendomi diteggiare con disinvoltura sull&#8217;affascinante lavagnetta luminosa della Silicon Valley- potrebbe individuare un&#8217;ipotetica corrispondenza di amorosi sensi col vostro affezionato solo in virtù dell&#8217;invidiabile iPhone 6H che scintilla sornione all&#8217;interno della sua Vuitton, fremendo per far notare la sua presenza grazie a una suoneria dalla melodia sicuramente raccapricciante, e soprattutto dolosamente impostata ad un volume da festival rock estivo in Olanda. Il tempo di infilarmi in bocca il contenuto di una bustina di aspirina granulare sublinguale e sono sotto la doccia, cercando di domare l&#8217;hangover in previsione dell&#8217;umiliazione che mi attende: tra poco mi recherò in un notissimo outlet alle porte del centro abitato, dove c&#8217;è un negozio hi-tech che vende il maledetto tablet a un prezzo allettante, e soprattutto dove potrò abusare per l&#8217;ennesima volta della mia tessera Findomestic. Proprio lei, a cui avevo giurato a me stesso di non ricorrere, sicuro com&#8217;ero della mia vittoria. E umiliazione nell&#8217;umiliazione, il viaggio della passione si svolgerà utilizzando il trasporto pubblico: la mia vecchia station wagon infatti giace da mesi sotto casa senza assicurazione, e sarà ormai diventata rifugio per homeless (ammesso e non concesso che sia ancora lì).<br />
E&#8217; tardi, niente colazione: dopotutto mi sto recando nel regno del consumismo occidentale per antonomasia, ci sarà pure un cazzo di bar. L&#8217;atmosfera sull&#8217;autobus è degna di un sobborgo di Londra: solo extracomunitari, qualche anziano e io, certo non più di primo pelo peraltro. Per quanto fautore delle società multirazziali, mi rendo conto che altri punti di contatto con una metropoli non ce ne sono proprio, e complice il residuo di cerchio alla testa mi deprimo ancora di più e ripenso a qualche giorno fa, quando un&#8217;amica mi aveva invitato a partecipare a un altro concorso: &#8220;ma se non si vince niente!&#8221;. Lei carina mi fa presente che si vince la pubblicazione, e io sprezzante: &#8220;per farmi scrivere anche poche righe ci vuole almeno un iPod&#8221;.<br />
Sceso dal pullman imbocco dunque l&#8217;ingresso principale e mi faccio largo nell&#8217;informe masnada urlante di primati, accalappiata al pari mio da offerte di ogni genere (solo in apparenza convenienti, naturalmente). Veramente un posto di merda, mi dico entrando nel primo bar che incontro, che proprio varcando la soglia scopro essere attiguo -ironia della sorte- al negozio di elettronica in cui tra poco il mio orgoglio residuo capitolerà definitivamente sotto il peso del capitalismo occidentale. &#8220;Che sfigato&#8221; penso sorseggiando un the verde con la vodka &#8220;non è neanche un Apple Store&#8221;. Ma ognuno ha quel che si merita, dopotutto. Pago, esco ed entro nel negozio di fianco: come prevedibile, i desideri della fremente e buzzurrissima clientela si concentrano su oggetti tutt&#8217;altro che affascinanti, e quando vedo il sospirato apparecchio dei miei sogni esposto con noncuranza su una lavatrice ultimo grido mi si stringe letteralmente il cuore. In preda a una crisi di coscienza mi passa davanti tutta la mia vita, proprio come dicono che accada quando stai per morire. Mi rivedo di belle speranze negli anni &#8217;90, quando divoravo booklet dei dischi di gruppi grunge famosi e non, sognando di essere un giorno in tournèe con loro negli stadi statunitensi: lì avrei avuto sicuramente con me ogni genere di ritrovato tecnologico (per non parlare dell&#8217;atmosfera nel tour bus, e soprattutto dell&#8217;ampia scelta di groupies nel backstage) e magari mi sarei potuto candidare anche a qualche trofeo stile &#8220;Best Live Sound 2011&#8243;, per poi naturalmente vincerlo e assicurarmi così un meritatissimo iPad. Altro che concorsi letterari di provincia, autobus maleodoranti semideserti e finanziarie che un giorno probabilmente verranno a pignorarmi pure il letto (che per giunta, come ho detto in apertura, è regolarmente il mio). Dal drammatico torpore in questione mi scuote provvidenzialmente la vibrazione del mio vecchio Nokia del cazzo -nulla a che vedere con gli smartphone della mela, ovviamente- che mi informa solerte della presenza di ben due messaggi: il primo è un mms del mio amico Fausto immortalante la facciata dell&#8217;Electric Ballroom di Londra dove tra poche ore si esibiranno i Melvins, e date le circostanze lo cancello immediatamente. Nel secondo, la mia amica mi informa che il premio letterario da me sprezzantemente irriso in precedenza è stato prorogato di una settimana e hanno inserito in palio un iPad.<br />
Per fortuna ho ancora il numero del radiotaxi in rubrica: crepi l&#8217;avarizia, ma soprattutto affanculo l&#8217;outlet.</div>
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		<title>Il mio regno per un iPad, ma anche no.</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:55:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(scritto il 9/10/2K11 per il concorso &#8220;Match d&#8217;autore 2011&#8243;, promosso dall&#8217;associazione culturale &#8220;Montesilvano Scrive&#8221;). Ho sempre trovato singolare il fatto di essere uno dei pochi a non averne uno, quando per varie ragioni dovrei essere uno dei pochi ad averlo. &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/10/13/ilmioregno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=395&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>(scritto il 9/10/2K11 per il concorso &#8220;Match d&#8217;autore 2011&#8243;, promosso dall&#8217;associazione culturale &#8220;Montesilvano Scrive&#8221;).</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2011/10/ipad.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-407" title="ipad" src="http://molecola.files.wordpress.com/2011/10/ipad.jpg?w=150&#038;h=147" alt="" width="150" height="147" /></a>Ho sempre trovato singolare il fatto di essere uno dei pochi a non averne uno, quando per varie ragioni dovrei essere uno dei pochi ad averlo. Di cosa sto parlando? Ma naturalmente dello stramaledetto iPhone (o per dirla all&#8217;italiota “aifòn”, che a me però fa pensare a un meraviglioso asciugacapelli in alluminio con tanto di mela bianca luminosa). Soprattutto ora che non è più uno status symbol, perchè appunto ce l&#8217;hanno tutti. Ma quando ho visto l&#8217;iPad ho capito che dovevo assolutamente possederlo: al di là dell&#8217;aspetto strettamente gadgettistico, nel mio lavoro ci puoi fare cose davvero inenarrabili. Ma senza il becco di un quattrino, come fare? Lentamente monta in me una sorta di ossessione, e quando vedo qualcuno munito di iPad lo etichetto immediatamente come mio nemico. Ho perfino sognato di essere a cena (“stay hungry”?) col povero Steve Jobs che mi prometteva di farmene avere uno, solo per svegliarmi di soprassalto tutto sudato, accendere il mio Mac e apprendere della sua scomparsa. Poi, la classica lampadina: mentre mi ubriaco in un bar di fiducia sognando l&#8217;amato iPad, i miei occhi lucidi si posano casualmente sulla locandina di “Match d&#8217;autore”: un concorso letterario il cui primo premio è proprio l&#8217;ambita tavoletta! “E&#8217; fatta” penso tra me e me “figurarsi, c&#8217;è gente che dice che dovrei fare lo scrittore dopo aver letto le stronzate che scrivo su Facebook, sarà un gioco da ragazzi”. Insomma, avevo praticamente già la vittoria in tasca, quando all&#8217;improvviso realizzo che non basta inviare il proprio racconto bensì -una volta superata una prima selezione- bisogna anche leggerlo in una sorta di ring letterario, recitandolo davanti a una platea! Al di là del fatto che malgrado la mia aria da tagliagole sono una persona di una timidezza esagerata, ci ho visto un controsenso nei termini: se io ho scritto, perchè devo pure leggere? Leggete voi e fatemi sapere, che cazzo! Ma soprattutto, senza malizia, ci ho visto anche l&#8217;offerta dell&#8217;ennesima occasione per mettersi in mostra, per “apparire” insomma (e dove poi? A Pescara? A Montesilvano?), di cui francamente non mi può fregare di meno. E quindi no: non mi avrete, maledetti scribacchini. Che il diavolo vi si porti. Niente racconto, niente concorso, niente iPad: l&#8217;orgoglio molecolare non ha prezzo, e non può essere svenduto al miglior offerente come fosse un maglione ai saldi, nossignori. Domani è un altro giorno: si va alla Findomestic. Per tutto il resto c&#8217;è il gratta e vinci. Altro che match d&#8217;autore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/395/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=395&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vent&#8217;anni e non sentirli, decisamente.</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 17:03:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 24 Settembre  1991 ero a Bologna: la mia ex-città, come mi piace chiamarla affettuosamente. In realtà è semplicemente il posto dove sono nato e cresciuto, finchè nei primissimi anni &#8217;70 -alle soglie del primo anno scolastico- qualcuno mi ha &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/09/24/nevermind/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=385&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2011/09/nevermind-nirvana1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-387" title="nevermind-nirvana" src="http://molecola.files.wordpress.com/2011/09/nevermind-nirvana1.jpg?w=150&#038;h=150" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 24 Settembre  1991 ero a Bologna: la mia ex-città, come mi piace chiamarla affettuosamente. In realtà è semplicemente il posto dove sono nato e cresciuto, finchè nei primissimi anni &#8217;70 -alle soglie del primo anno scolastico- qualcuno mi ha trascinato senza chiedere il mio parere in quello che a posteriori ho fieramente definito &#8220;il letamaio adriatico&#8221;. Ebbene, nell&#8217;autunno precedente, mi ero iscritto a Pescara ad un corso per tecnico del suono patrocinato dalla Regione Abruzzo: ovviamente si trattava di una cagata assurda, approssimativa e dozzinale, che non mi insegnò nulla che già non sapessi, salvo che per il migliore in campo era previsto un mese di stage estivo in un prestigioso studio di registrazione del capoluogo emiliano, obiettivo puntualmente centrato (non che fosse così difficile, in effetti). E a fine estate, a chiusura delle lezioni, stage di tre giorni per tutti i corsisti nel medesimo studio: eccomi dunque di nuovo a Bologna! Ma in quel lontano giorno di settembre, in tutta sincerità, del corso e dello studio non me ne importava un fico secco: sapevo che quello era il giorno schedulato dalla Geffen Records per l&#8217;uscita in contemporanea mondiale di &#8220;Nevermind&#8221;, il secondo album dei Nirvana, band americana emergente su cui il colosso discografico statunitense aveva deciso di giocarsi tutte le sue carte. Il vostro affezionato in realtà era un fan dei Nirvana della primissima ora, possedeva praticamente tutta la loro esigua discografia fino a quel momento pubblicata, e già scontava il fallimento -un paio d&#8217;anni prima- di una spedizione di pescaresi al Bloom di Mezzago (MI) proprio per vedere i suoi nuovi giovani beniamini, che aprivano il tour europeo degli allora ben più noti Tad (quartetto hard rock di Seattle capitanato dal corpulento frontman Tad Doyle). Fibrillazione molecolare, dunque. Oltretutto sapevo che già da qualche tempo circolava il video del nuovo singolo, ma non avevo MTV e non essendoci ovviamente YouTube e similari non lo avevo beccato altrove, dunque potevo solo fidarmi di opinioni peraltro anche contrastanti (&#8220;si sono sputtanati!!!&#8221;). Insomma, non avevo ancora ascoltato nulla. Nel pomeriggio mi reco quindi allo storico &#8220;Disco d&#8217;oro&#8221; di via Galliera, che nel corso degli anni &#8217;80 avevo ampiamente foraggiato coi miei risparmi di adolescente, solo per sentirmi dire che il pacco contenente l&#8217;ambito disco non era ancora stato consegnato e che sarei dovuto tornare più tardi. Ringrazio e mi dirigo senza indugio dalla concorrenza, Underground Records di via Malcontenti, giovane e dinamico record shop di recente costituzione e grandi ambizioni (in seguito avrebbe anche pubblicato &#8220;Stanze&#8221;, fulminante esordio discografico dei bolognesi Massimo Volume). Stessa risposta, ovviamente. Appariva chiaro che i due pacchi erano contenuti nel medesimo furgone, e che contava solo beccare il primo dei due negozi servito dal corriere: inizia dunque un&#8217;estenuante staffetta molecolare da un negozio all&#8217;altro, finchè intercetto il prezioso pacco al Disco d&#8217;Oro, dove viene aperto davanti ai miei occhi. Acquisto a scatola chiusa e torno al mio hotel, scoprendo che il mio coinquilino era assente: molto bene. Lettore cd portatile e cuffie, parte &#8220;Smells like teen spirit&#8221;: per quanto sorpreso dall&#8217;evidente sterzata, penso &#8220;cazzo, mica male&#8221; ma non mi entusiasmo. Questa sorta di indifferenza però ha avuto breve vita, perchè all&#8217;ingresso dei cori sulla seconda metà del primo ritornello di &#8220;In bloom&#8221; il vostro affezionato abbandona quella che è stata recentemente definita la sua &#8220;aria da tagliagole&#8221; per scoppiare in un pianto dirotto, di commozione ovviamente. Quel pomeriggio ho ascoltato l&#8217;intero album due o tre volte di seguito credo, e il giudizio è stato a dir poco entusiasta: e nonostante come ho detto fossi un fan della prima ora e dunque in un certo senso un purista, non solo ho apprezzato molto la contestatissima &#8220;svolta&#8221; compositiva del trio di Seattle, ma ho anche trovato molto più riusciti gli episodi più smaccatamente melodici, in palese contrasto con la produzione precedente della band. E a proposito di produzione, vista anche la professione che mi accingevo ad intraprendere proprio in quel periodo, trovai la produzione, gli arrangiamenti e il suono in generale di &#8220;Nevermind&#8221; assolutamente impeccabili. Un prodotto mainstream certamente, confezionato con furbizia, ma confezionato anche con sapienza e gusto. Cobain era risaputamente poco soddisfatto dei risultati, pur avendo scelto personalmente sia il produttore (Butch Vig, batterista dei Garbage) che il fonico che ha mixato l&#8217;album, il pluripremiato Andy Wallace, che catturò l&#8217;attenzione di Cobain perchè il primo nome in cima alla lista dei suoi credits discografici che si era fatto fornire dall&#8217;etichetta erano nientepopodimeno che gli Slayer! Non a caso la premiata ditta Vig/Wallace avrebbe successivamente sfornato sempre per la Geffen il seminale (e &#8220;pop&#8221; anche lui, in qualche modo) &#8220;Dirty&#8221; dei Sonic Youth. Ma reclami del compianto Kurt a parte, &#8220;Nevermind&#8221; era semplicemente il disco giusto al momento giusto, e il revisionismo attuale per quanto mi riguarda può tranquillamente andare a farsi fottere. Non mi soffermerò sul valore di questo importantissimo album, sul suo ruolo di spartiacque musicale, sociale e culturale al tempo stesso, su tutto ciò che insomma è stato ampiamente sviscerato in questi vent&#8217;anni. Volevo solo raccontare la mia esperienza in occasione di un anniversario importantissimo, e come al solito ribadire che si stava meglio quando si stava peggio: vi dico solo che lo stesso giorno uscì anche un altro disco curiosamente intitolato  &#8221;Blood sugar sex magic&#8221;, tanto per dirne una. E se infine postare il video di una qualunque canzone tratta da &#8220;Nevermind&#8221; allo stato attuale delle cose sarebbe assolutamente superfluo, e soprattutto nulla aggiungerebbe e nulla toglierebbe a quanto ci siamo detti finora, preferisco farvi raccontare da mr. Butch Vig in persona la costruzione di quel famoso ritornello che fece scoppiare in lacrime il vostro eroe, e capirete come la mia reazione non fosse un caso ma fosse assolutamente cercata, impiegando a regola d&#8217;arte tecniche mutuate nientepopodimeno che dai Beatles. E pensare che c&#8217;è ancora tanta gente in giro che considera &#8220;pop&#8221; una brutta parola. Poveretti.</p>
<p style="text-align:justify;">P.S.<br />
Un giorno o l&#8217;altro vi racconterò di come al nostro eroe capitò in maniera alquanto rocambolesca di assistere non ad uno bensì a due concerti dei Nirvana, nel novembre dello stesso anno (&#8220;the year the punk broke&#8221;).</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://molecola.wordpress.com/2011/09/24/nevermind/"><img src="http://img.youtube.com/vi/VOYvTXUqlrI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/385/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=385&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pescara</title>
		<link>http://molecola.wordpress.com/2011/07/19/pescara/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 22:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inediti]]></category>
		<category><![CDATA[LOL :D]]></category>
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[When you&#8217;re growing up in Pescara when you&#8217;re growing up in Pescara when you&#8217;re growing up in Pescara you say, no one famous ever came from here When you&#8217;re growing up in Pescara and you&#8217;re having a nervous breakdown and &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/07/19/pescara/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=365&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2011/07/cartolina.jpg"><img class="size-full wp-image-366 aligncenter" title="cartolina" src="http://molecola.files.wordpress.com/2011/07/cartolina.jpg?w=520" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">When you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">when you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">when you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">you say, no one famous ever came from here</p>
<p style="text-align:center;">When you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">and you&#8217;re having a nervous breakdown</p>
<p style="text-align:center;">and you think that you&#8217;ll never escape it</p>
<p style="text-align:center;">yourself or the place that you live</p>
<p style="text-align:center;">Where did Picasso come from</p>
<p style="text-align:center;">there&#8217;s no Michelangelo coming from Pittsburgh</p>
<p style="text-align:center;">if art is the tip of the iceberg</p>
<p style="text-align:center;">I&#8217;m the part sinking below</p>
<p style="text-align:center;">When you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">bad skin, bad eyes, gay and fatty</p>
<p style="text-align:center;">people look at you funny</p>
<p style="text-align:center;">when you&#8217;re in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">My father worked in construction</p>
<p style="text-align:center;">it&#8217;s not something for which I&#8217;m suited</p>
<p style="text-align:center;">oh, what is something for which you are suited</p>
<p style="text-align:center;">getting out of here</p>
<p style="text-align:center;">I hate being odd in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">if they stare let them stare in New York City</p>
<p style="text-align:center;">as this pink eyed painting albino</p>
<p style="text-align:center;">how far can my fantasy go</p>
<p style="text-align:center;">I&#8217;m no Dali coming from Pittsburgh</p>
<p style="text-align:center;">no adorable lisping Capote</p>
<p style="text-align:center;">my hero, oh, do you think I could meet him</p>
<p style="text-align:center;">I&#8217;d camp out at his front door</p>
<p style="text-align:center;">There is only one good thing about Pescara</p>
<p style="text-align:center;">there is only one good use for Pescara</p>
<p style="text-align:center;">there is only one good thing about Pescara</p>
<p style="text-align:center;">you know that you want to get out</p>
<p style="text-align:center;">When you&#8217;re growing up in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">you know you&#8217;ll grow down in Pescara</p>
<p style="text-align:center;">there is only one good use for Pescara</p>
<p style="text-align:center;">You hate it and you&#8217;ll know you have to leave</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p><em>- libero adattamento molecolare di &#8220;Smalltown&#8221;, canzone di apertura dell&#8217;album &#8220;Songs for Drella&#8221; di Lou Reed &amp; John Cale (SiRe, 2003) -</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://molecola.wordpress.com/2011/07/19/pescara/"><img src="http://img.youtube.com/vi/O6L0UD_zn4A/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/365/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=365&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>25/03/2011: Dynamic Range Day – NO MORE Loudness War !</title>
		<link>http://molecola.wordpress.com/2011/02/24/drd2k11/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 23:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=359&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://productionadvice.co.uk/dynamic-range-day-2011" title="”Dynamic"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5094/5466312897_4425a186e5_b.jpg" width="”728″" height="”90″" alt="”Dynamic" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/359/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=359&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">”Dynamic</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Frederick &#8220;Big Mickey&#8221; Hill &#8211; R.I.P.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 00:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[R.I.P.]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 novembre 2010 una squadra speciale della polizia giamaicana per uno scambio di persona ha ucciso il fratello del cognato di una mia cara amica, che chiamerò per comodità Ale (nome di fantasia). L&#8217;orribile episodio è accaduto a Negril -nota &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/16/mickey/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=347&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="In memory of Mickey Hill" src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/149024_1703031822809_1448383094_31838341_1131590_n.jpg" alt="In memory of Mickey Hill" width="130" height="86" />Il 4 novembre 2010 una squadra speciale della polizia giamaicana per uno scambio di persona ha ucciso il fratello del cognato di una mia cara amica, che chiamerò per comodità Ale (nome di fantasia).</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;orribile episodio è accaduto a Negril -nota località turistica giamaicana, assolutamente estranea ai fatti di sangue di Kingston- all’interno di un complesso turistico di proprietà dell&#8217;ex cognato di Ale, dove vive e lavora anche sua sorella (cognata della vittima), e per giunta di fronte agli occhi dei parenti più stretti di Mickey. Una squadra di 7 o 8 poliziotti armati e a volto coperto, partiti da Kingston e facenti parte della famigerata &#8220;JCF &#8211; Jamaican Constabulary Force&#8221; (corpo speciale della polizia jamaicana nato in seguito all’arresto di Dudus Coke e ai relativi disordini di Tivoli Garden a Kingston), ha sparato barbaramente su un uomo disarmato e assolutamente innocente uccidendolo sul colpo, senza che ci fosse stata una benchè minima provocazione da parte sua: Mickey era di ritorno dalla spesa, e portava con sé solo alcune buste contenenti mais e latte in polvere. Una camionetta della polizia è arrivata, gli ha chiesto di mostrare il contenuto delle buste e mentre lui tirava fuori le cose gli hanno sparato tre colpi d’arma a distanza ravvicinata, senza nessun motivo. E tutto questo è avvenuto di fronte ai suoi fratelli, che sono stati anche loro minacciati di morte se si fossero avvicinati. Subito dopo, il corpo è stato preso e sbattuto sulla camionetta per essere trasportato altrove, e solo grazie all’intervento della polizia locale è stato possibile recuperarlo: a quanto pare volevano inquinare le prove. Nessuno di loro si è accertato preventivamente delle generalità della persona fermata prima di sparargli, e solo dopo averlo ucciso hanno appurato che si trattava di uno scambio di persona. Nella versione ufficiale rilasciata dagli agenti del commando si è inizialmente parlato di una pistola 9mm trovata addosso a Mickey: versione successivamente smentita, in quanto la stessa arma è stata utilizzata come prova in altri due processi simili a loro carico. All&#8217;inizio del 2011 inoltre è stata fornita una nuova versione dei fatti, che sostiene che è vero che gli hanno sparato senza controllare preventivamente chi fosse, ma che lui si trovava in compagnia di diversi uomini armati. Ma esistono diversi testimoni oculari che giurano ogni giorno che quanto riportato dalla polizia è assolutamente falso, e tra i testimoni c&#8217;è anche la sorella della mia amica.</p>
<p style="text-align:justify;">Dall’inizio dell’anno scorso sono già 400 le persone uccise da questo corpo speciale che spesso e volentieri prima uccide e poi controlla, senza nessun rispetto per i diritti umani e totalmente fuori dal controllo del governo giamaicano, che continua a negare l’evidenza e a coprirne gli abusi. In seguito a questa vicenda, Amnesty International tramite &#8220;Jamaicans for Justice&#8221; ha preso in carico il caso, che è diventato il simbolo della voglia di cambiamento che corre tra il popolo giamaicano in merito a queste cosiddette &#8220;uccisioni extragiudiziarie&#8221;. La polizia non è percepita come un’arma a difesa del popolo, ma come un qualcosa da cui scappare e difendersi.  E’ nata inoltre una pagina &#8220;In memoria di Mickey &#8220;su Facebook che conta quasi 1200 persone iscritte da tutto il mondo, che si stanno attivando per far conoscere il fatto e per chiedere giustizia. E’ già stata indetta una marcia pacifica (cosa assolutamente innovativa nella storia giamaicana) alla quale hanno partecipato centinaia di persone provenienti da tutto il mondo. La stampa giamaicana parla quotidianamente del fatto, anche grazie all’impegno di tutti. Il 4 Gennaio 2011 l&#8217;artista Robin Banks -che ha raccontato la vicenda in una canzone appositamente composta- ha tenuto un concerto in memoria di &#8220;Big Mickey&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Fino ad ora nessun poliziotto giamaicano è mai stato condannato per questo genere di abusi sulla popolazione, ma l&#8217;intento di parenti, amici e simpatizzanti è quello di dare un senso alla tragica scomparsa di un uomo che rappresentava quanto di più bello e speciale c’è nel popolo giamaicano. I familiari della mia amica corrono inoltre un serio pericolo, perché fino ad oggi i pochi che hanno avuto il coraggio di denunciare questi fatti sono stati minacciati o addirittura uccisi. Chiedono solo di interessarsi alla loro causa, per ricordare Mickey nel modo più giusto e onorevole.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Jamaicans for Justice" href="http://www.jamaicansforjustice.org/" target="_blank">Jamaicans for Justice</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a title="In memory of Mickey Hill" href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_129393727116618&amp;ap=1" target="_blank">In memory of Mickey Hill (Facebook)</a></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/16/mickey/"><img src="http://img.youtube.com/vi/XrIOirGYfAM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/347/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/347/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=347&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sistema Informativo Massificato &#8211; Redentore elettronico (1992)</title>
		<link>http://molecola.wordpress.com/2011/02/10/redentore/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 16:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Se l&#8217;indice d&#8217;ascolto è zero, dai morte, sesso e sangue e si rialzerà. In diretta, amore e odio televisivamente bombardano le città. Dai con le immagini più violente, forza con quelle raccapriccianti, e farà di tutto per inchiodarti, cosa &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/10/redentore/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=313&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<h2 style="text-align:justify;"><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2010/12/simcdcover94_2.png"><img class="size-thumbnail wp-image-314 aligncenter" title="SIMcd1994" src="http://molecola.files.wordpress.com/2010/12/simcdcover94_2.png?w=150&#038;h=144" alt="Sistema Informativo Massificato" width="150" height="144" /></a></h2>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:normal;font-size:13px;">Se l&#8217;indice d&#8217;ascolto è zero, dai morte, sesso e sangue e si rialzerà.</span></p>
</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<p style="text-align:justify;">In diretta, amore e odio televisivamente bombardano le città.</p>
<p style="text-align:justify;">Dai con le immagini più violente, forza con quelle raccapriccianti,</p>
<p style="text-align:justify;">e farà di tutto per inchiodarti, cosa non farebbe per colpirti?</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Rincoglionito stai lì, incollato al teleschermo:</p>
<p style="text-align:justify;">osservi, non pensi, sei stanco e vuoto.</p>
<p style="text-align:justify;">Inavvertitamente non funziona la tua mente,</p>
<p style="text-align:justify;">riempie la tua noia ma ti manda in paranoia.</p>
<p style="text-align:justify;">Prova a parlare: comunicazione, celebrazione, rivoluzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Una guerra dopo l&#8217;altra, un&#8217;indagine dopo l&#8217;altra, noi non contiamo un cazzo.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo alzare la voce, dobbiamo farci sentire.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Mangia, mangia, mangia il tuo piatto: migliaia di cadaveri alla tv, ed ingoi il boccone.</p>
<p style="text-align:justify;">Il tuo solito pasto col messia casalingo, redentore elettronico. E sei parte del gioco.</p>
<p style="text-align:justify;">Il gioco comprende una minoranza, che esclude grandi masse, e indispensabile è il superfluo.</p>
<p style="text-align:justify;">Gente disperata e pericolosa, sopravviverà il più violento.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/10/redentore/"><img src="http://img.youtube.com/vi/oK1SqEK8kac/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/molecola.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/molecola.wordpress.com/313/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=313&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le giostre sono per gli scemi?</title>
		<link>http://molecola.wordpress.com/2011/02/05/giostre/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 18:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le giostre sono per gli scemi&#8221;, se questa fosse una pagina di Wikipedia, &#8220;è un libro&#8221;. Per la precisione, si tratta dell&#8217;esordio sulla lunga distanza di Barbara Di Gregorio, giovane scrittrice abruzzese con trascorsi bolognesi (prima di lei il capoluogo &#8230; <a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/05/giostre/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=molecola.wordpress.com&amp;blog=2976363&amp;post=323&amp;subd=molecola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://molecola.files.wordpress.com/2011/02/giostre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="giostre" src="http://molecola.files.wordpress.com/2011/02/giostre.jpg?w=195&#038;h=300" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Le giostre sono per gli scemi&#8221;, se questa fosse una pagina di Wikipedia, &#8220;è un libro&#8221;. Per la precisione, si tratta dell&#8217;esordio sulla lunga distanza di Barbara Di Gregorio, giovane scrittrice abruzzese con trascorsi bolognesi (prima di lei il capoluogo felsineo era noto ai più giusto per avere dato i natali al sottoscritto, e poco altro). Lo consegnano per ora alle migliori librerie dello stivale e solo in un secondo momento ai posteri nientepopodimeno che i tipi di Rizzoli: proprio loro, gli editori di &#8220;Novella 2000&#8243;. Le circa 280 pagine rilegate saranno dunque vostre per la modica cifra di 18 euri, IVA al 4% inclusa.</p>
<p style="text-align:justify;">Per una questione di onestà intellettuale voglio fare una premessa: chi scrive conosce personalmente l&#8217;autrice, cosa che porta inevitabilmente con sè il rischio di incrinare l&#8217;obiettività del giudizio. Tuttavia devo anche ammettere che quanto ho appena affermato è quasi falso, visto che &#8220;conoscere personalmente l&#8217;autrice&#8221; nel nostro caso è oggettivamente impresa assai ardua: la signorina infatti vive circondata da una coltre di riservatezza impenetrabile, che la colloca ai limiti dell&#8217;enigmatico. La cosa a scanso di equivoci le fa parecchio onore, soprattutto in quest&#8217;epoca sempre più chiassosa, e sono relativamente certo che le potrà tornare parecchio utile per fronteggiare la forzata immersione nel magico mondo dell&#8217;editoria italiota, con il conseguente caos -mediatico e non- che spesso e volentieri purtroppo ne consegue. A conti fatti dunque quel poco che so in realtà finisce per consistere semplicemente in quel poco che lei consente di lasciar trapelare all&#8217;esterno. Quindi direi che possiamo confidare in un&#8217;analisi il più possibile obiettiva, visto che appunto in realtà non ne so gran che, e considerato anche che per quanti sforzi abbia fatto in tal senso non sono finora riuscito a leggere altro (a parte un breve racconto su un quotidiano locale, che comunque non mi aveva neanche entusiasmato e il cui protagonista ho successivamente scoperto essere peraltro uno spin-off dal romanzo di esordio).</p>
<p style="text-align:justify;">La trama ho deciso di non raccontarvela più di tanto: non farei altro che allungare ulteriormente il brodo, e presumo sia reperibile pressoché ovunque con una banale googlata. Ambientato a Pescara (ridente cittadina adriatica finora nota ai più giusto per essere l&#8217;attuale località di residenza del sottoscritto, e poco altro), il romanzo a grandi linee è la storia del complicato rapporto tra due fratelli di padre diverso, della loro famiglia e del loro passato con cui vorrebbero riuscire a fare i conti. Presumo che la critica tradizionale lo etichetterebbe come un cosiddetto &#8220;romanzo di formazione&#8221;, e in realtà lo è, ma io non sono un critico letterario tradizionale -anzi non sono proprio un critico letterario- e preferisco vederlo, almeno nelle sue modalità narrative, come un thriller psicologico: la partenza lentissima, che poi contro ogni previsione non va accelerando man mano che si procede con la lettura, mi ha fatto da subito pensare proprio a quel tipo di linguaggio. Il racconto procede lentamente dunque, e questo mio elogio della lentezza dipende dal fatto che l&#8217;ho trovata assai funzionale a farci calare in profondità nell&#8217;immaginario e nell&#8217;interiorità dei personaggi, che oltretutto vivono situazioni vicine al degrado. &#8220;Degrado&#8221; inteso non in senso di violenza, droga, crimine e altre amenità del genere, bensì in senso lato, in un&#8217;accezione sociale di famiglie pressoché inesistenti e adolescenti alquanto in balia di sè stessi, e oltretutto in un contesto urbano che conosco piuttosto bene. E a me le storie di degrado, concreto o &#8220;virtuale&#8221; che sia, sono sempre piaciute un casino. La piazza, gli amici, la pallacanestro, il motorino, tutto scorre dunque in una snervante normalità scazzata e ai confini con la noia per i protagonisti, mentre nel frattempo veniamo informati della storia della loro famiglia. La dimensione da thriller è talmente pronunciata che quando il romanzo -fino a un certo punto disperatamente e saldamente aggrappato alla realtà, una realtà oltretutto assai poco accattivante- dalla metà in poi prende una piega che definire surreale è dire poco, rasentando addirittura il fantasy (purché non pensiate a Tolkien, naturalmente), il tutto avviene con estrema e perciò altrettanto surreale disinvoltura, e così a conti fatti nell&#8217;economia della storia cambia apparentemente molto poco: il ritmo della narrazione infatti -che dopo una sorta di colpo di scena ci si aspetterebbe salire automaticamente- resta pressoché inalterato, eccezion fatta per la suddivisione dei capitoli che fino a quel momento erano stati dedicati di volta in volta ad uno solo dei due fratelli, alternativamente, e che ora invece diventano &#8220;misti&#8221;. Sembrerebbe quasi che non sia successo nulla dunque, e invece è cambiato tutto. Ma è soltanto la prospettiva ad essere mutata, quasi stravolta, e quindi si comincia a realizzare che con lo scorrere delle pagine proprio quella lentezza di cui sopra è paradossalmente riuscita a rendere la storia avvincente, solo che il lettore non ha avuto modo di rendersene conto più di tanto, perché il libro effettivamente è scritto talmente bene che quella vicenda pallosa di periferia e giostre nel frattempo gli è entrata nelle ossa come un malanno di stagione, e si inizia quasi ad ansimare per saperne sempre di più su quei due rincoglioniti e il loro piccolo mondo così poco interessante. Anche il cosiddetto &#8220;colpo di scena&#8221; in fondo era stato ampiamente annunciato, e pure spesso, in tutta la prima parte: ma solo tra le righe, mentre la tua mente era distratta da cibi congelati, spinelli e traslochi, con un espediente narrativo che a me ha ricordato moltissimo &#8220;Profondo rosso&#8221; (che poi oltre a non essere un romanzo non ne è neanche la trasposizione cinematografica, per inciso). Sono piuttosto certo peraltro del fatto che questo delirante parallelismo sia soltanto mio: è che ho bisogno di conferme sulla mia tesi del thriller, e ho appena deciso di darmele da solo. Sono sicuro che mi perdonerete. Tutto il libro è costruito comunque su una serie di metafore che si incastrano tra di loro in un gioco di rimandi, e non svelerò neanche quelle, ma le potremmo riassumere in senso sia reale che figurato nella cosiddetta &#8220;paura di volare&#8221;, per dirla alla Erica Jong (ma il sesso qui c&#8217;entra poco, se non per le occasionali e &#8220;convincenti&#8221; scopate che per uno dei fratelli costituiscono il dazio da pagare ad una compagna che non desidera e non ha mai desiderato, ma della quale ha avuto necessità come pretesto per allontanarsi da una famiglia che non desidera e in cui non si riconosce più, in ossequio -magari involontario- ad una delle tesi del libro in base alla quale l&#8217;essere umano ha difficoltà a intraprendere determinate azioni senza lo stimolo di una motivazione scatenante). Ad un certo punto ci si ritrova alla sequenza finale, che a qualcuno potrebbe sembrare addirittura deludente se non si realizza prima -almeno per me è stato così- che il libro in pratica è già finito, o meglio ha già esaurito il suo compito qualche pagina prima. Interpretazione ovviamente del tutto personale, ma a me non piace l&#8217;ubiquo &#8220;finale ad effetto&#8221;, che in questo caso oltretutto sarebbe stato completamente fuori luogo: per cui ho preferito vedere l&#8217;ultima scena come quella &#8220;sulla&#8221; quale  -e non &#8220;dopo&#8221; la quale- scorrono i titoli di coda.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Barbara Di Gregorio&#8221;, si legge in quarta di copertina, &#8220;ha scritto un romanzo che [...] ti pugnala al cuore pagina dopo pagina&#8221;: nel caso del sottoscritto in veste di lettore, l&#8217;ignoto autore del commento è stato decisamente ottimista, visto che personalmente il libro mi ha pugnalato al cuore sillaba dopo sillaba, perlomeno da un certo punto in poi. Ma questa è mera soggettività, e dopotutto la storia personale di un recensore, per quanto improvvisato, non costituisce materia di recensione a sua volta. Un libro assolutamente poco &#8220;italiano&#8221;? Confermo, e per me è un pregio. Un esordio che non sembra tale soprattutto, per il linguaggio usato e per l&#8217;abilità prodotta nella scrittura: la storia potrà anche piacere o meno, ma per quanto mi riguarda riuscire a fare convivere in maniera talmente disarmante una vicenda umana apparentemente poco interessante (nonché per certi versi di per sè ai limiti della banalità) con altre vicende invece ai limiti del sovrannaturale, senza perdere di concretezza e anzi nell&#8217;ambito della progressiva rivelazione di un disegno superiore assolutamente spiazzante, non mi pare roba di tutti i giorni. Pensavo di chiudere con un classico &#8220;se son rose, fioriranno&#8221;, ma mi sembra di una banalità inaudita: preferisco un classico &#8220;in bocca al lupo&#8221;, anche perché a quanto mi risulta lo preferisce anche l&#8217;autrice.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente non si è capito gran che se non che il libro mi è piaciuto molto, ma non dovendolo vendere io non mi sembra un problema insormontabile. Quello che invece è purtroppo sotto gli occhi di tutti è l&#8217;ormai tristemente nota prolissità molecolare: sfortunatamente tra i miei innumerevoli pregi non rientra affatto il dono della sintesi, come avrete già capito da voi. Per dire, se un libro tipo questo lo dovessi scrivere io ci metterei almeno mezza vita: la metà che all&#8217;incirca mi è rimasta oltretutto, per essere precisi. E invariabilmente ne uscirebbe fuori una roba tipo la Treccani, che poi qualche anima pia di editore saggiamente deciderebbe di ristampare in una sorta di inusuale formato &#8220;pocket&#8221; della stazza di &#8220;Guerra e pace&#8221;. E&#8217; che mi piace scrivere, ma mi serve sempre un pretesto, come appunto in questo caso, e come sostiene anche il libro in questione. E quindi quando trovo qualcosa di cui scrivere in un certo senso mi sfogo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi dicono infine dalla regia che per essere credibile dovrei indicare almeno un difetto: bene, non ne sono affatto sicuro, ma mi pare di ricordare che Barbara sia nata a Chieti. Senza offesa e che nessuno me ne voglia, ma sapete, noi in provincia siamo purtroppo costretti a nutrirci del campanilismo più becero, e non solo all&#8217;uscita degli stadi. E&#8217; che scherzi a parte al momento non mi viene in mente proprio nulla di ben definito, e quindi lascio volentieri la caccia all&#8217;errore al critico professionista di belle speranze di turno.</p>
<p style="text-align:justify;">Le giostre sono per gli scemi, dunque? Parrebbe di no, perché le giostre a ben vedere in linea di massima piacciono un po&#8217; a tutti. Solo che in fondo si tratta di una situazione puramente di comodo, come questo bel romanzo ci spiega quasi con crudeltà. Ma anche se le giostre vengono tradizionalmente associate a situazioni festose, non è che alla fin fine siano qualcosa di così poi tanto allegro come potrebbe sembrare a prima vista: un po&#8217; come i clown se ci pensate, e infatti anche il mondo del circo ha un ruolo di un certo rilievo nel libro.</p>
<p style="text-align:justify;">I conti tornano insomma, altro che cazzi.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://molecola.wordpress.com/2011/02/05/giostre/"><img src="http://img.youtube.com/vi/xfhK6ehM7v0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Eighties Colours &#8211; La Lampara, Pescara, 4/5/2010</title>
		<link>http://molecola.wordpress.com/2010/06/02/colours/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 09:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>molecola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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