Scusa sai a che ora cominciano?

(da “Mente Locale” n° 0 – Dicembre 2K6)

Sì, come al solito la tipa che si avvicina è molto carina. E no, come al solito non vuole il tuo numero. E’ solo l’ennesima persona che vorrebbe sapere quello che ti stai chiedendo anche tu, che hai l’unica colpa di stare dietro a un mixer. La questione dell’orario di inizio dei concerti a Pescara in effetti sta prendendo una piega veramente grottesca, e se non fosse una cosa estremamente seria verrebbe proprio da farsi una risata: il precedente e già preoccupante record (0.45 AM se non vado errato) è stato recentemente polverizzato proprio nella location che lo deteneva da uno sconcertante 1.15 AM. Il motivo? Sempre lo stesso: “c’è poca gggente”. Come se aspettando spesso anche ore si riuscisse ad incassare il tanto agognato sold out che invece guarda caso puntualmente non arriva mai. Come se sottraendo un tot di persone ai comodacci loro si configurasse un reato di lesa maestà. Invece nella struggente e infinita attesa guarda caso qualcuno tra i pochi astanti decide sbadigliando di mollare e tornarsene a casa insonnolito, incazzato e magari pure sbronzo. Certo il problema di fondo è che questa “gggente” arriva sul posto quando gli pare sapendo che tanto nessuno si azzarderà a suonare una sola nota prima di “una cert’ora”: un vero e proprio ricatto dunque, di cui però organizzatori e proprietari di locali sono colpevolmente complici incorrendo quindi nel reato – stavolta sì – di favoreggiamento. Chi arriva a mezzanotte può arrivare benissimo o al limite sbattendosi un po’ anche alle 22, mentre chi arriva alle 22 spesso e volentieri a mezzanotte deve andare via, gli piaccia o no. Cominciare in orario o quasi il concerto (a teatro per fortuna la puntualità di artisti e platea è fatto noto e storicamente consolidato) significherebbe dunque accaparrarsi ambedue queste fasce di pubblico, cominciare col consueto vergognoso ritardo significa innanzitutto autoinfliggersi la scarsa resa – ebbene sì anche economica signori frignoni! – della serata e poi privare tanti della possibilità di partecipare. Dando inoltre l’impressione di organizzare questi eventi ad esclusivo uso e consumo di fannulloni che il giorno dopo si sveglieranno ad ora di pranzo. Infine un ultimo aspetto, eticamente importantissimo: normalmente arrivi in orario, prendi una cosa da bere, fai due chiacchiere poi ti vedi il concerto e solo dopo decidi in base ai tuoi impegni se proseguire la serata fino a tempo indeterminato o meno. A Pescara invece il dopo-concerto lo devi fare prima e sei pure costretto a farlo a meno che non getti la spugna e resti a casa: questo ignobile cane che si morde la coda trascura completamente i pochi che arrivano in orario perchè evidentemente ci tengono, e soprattutto i tanti – sì cari miei sono tanti anzi tantissimi – che non escono proprio di casa ben sapendo che tanto è inutile, e se ne rammaricano anche. La soluzione io naturalmente non ce l’ho ma una proposta sì: un cartello di tutti i promoter e/o gestori di locali con musica live che si impegnino reciprocamente ad iniziare i concerti con uno scarto forfettario massimo di una mezz’oretta rispetto all’orario annunciato a prescindere dall’affluenza, e soprattutto a pubblicizzare questa virata di rotta. Cominciamo a fare arrivare questa “gggente” a mezzanotte solo per fargli scoprire che il concerto è appena finito o sta per finire. Cominciamo a premiare chi arriva puntuale e magari ha anche già pagato l’ingresso (quest’altro infame aspetto della questione sarà approfondito prossimamente, non temete). Cominciamo a ridare un po’ di fiducia a chi ormai non va più ai concerti per partito preso: tra l’altro di solito sono personaggi over qualcosa con relativi stipendi. Lo so, all’inizio sarà dura e probabilmente toccherà affrontare qualche flop con relative ripercussioni economiche, ma tanto vi lamentate lo stesso che ci andate sotto. Se però non si molla col tempo qualcuno potrebbe anche cominciare a pensare che forse per non perdere l’ennesimo concerto sarebbe il caso di muovere il culo ed assistere soddisfatto all’esibizione accanto a qualcun altro che invece la mattina dopo si sveglierà alle 7 per andare a lavorare ma nonostante ciò ha voluto mantenere un cuore rock’n’roll. E vissero tutti felici e contenti.

rock you

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5 Responses to Scusa sai a che ora cominciano?

  1. Marco ha detto:

    Come non darti ragione? In effetti gli orari sono assurdi(soprattutto per chi si deve rifare 1 ora di macchina per tornare a casa)…ma ha sempre ragione chi poi dice “non vi si vede mai ad un concerto”…eheh.

  2. Fabio ha detto:

    Sottoscrivo. Anch’ìo a una certa per vari motivi devo rincasare, e l’attesa dell’orario “giusto” diventa inevitabilmente sfibrante.

    Certo, un domanda idiota te la feci io una volta, arrossisco ancora quando ci ripenso, ti domandai “ma come mai hanno suonato così poco?”. Mea culpa, mea culpa!
    Ah, la dura vita dell’uomo da mixer!

    P.S. Bel blog 😉

    • molecola ha detto:

      ciao fabio, non mi sembra una domanda idiota, è solo che con ogni probabiltà non ne avevo la più pallida idea. come dicevo all’inizio, si pensa sempre che chi sta dietro a un mixer debba sapere tutto riguardo alla serata, quando spesso e volentieri è vero il contrario. grazie dei complimenti, purtroppo trascuro parecchio il mio blog. il tuo mi sembra decisamente più attivo e più curato!

  3. Marco ha detto:

    scusa, “ma si suona ancora?”

  4. Globster ha detto:

    Concordo pienamente con Molecola. Mi domando alcune cose: cosa hanno da fare le persone prima di arrivare ad un concerto? Io personalmente non vedo l’ora di arrivare e ricordo che negli anni 80 e 90 quando si poteva, si arrivava davanti i locali il pomeriggio quando erano ancora chiusi e si socializzava in attesa di un evento piccolo o grande che sia. Altra domanda: che lavoro fanno le persone che possono permettersi certi orari notturni?……..

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