Indagine su un cittadino al di sotto di ogni sospetto (sottotitolo: l’abito -soprattutto se molecolare- non fa il monaco).

Lo so: pubblicare una mia immagine non è molto da me, e per giunta non sono nemmeno così figo, anzi questa foto è anche un po’ ridicola. Ma a questo giro la pubblicazione è strettamente funzionale alla piena comprensione di quanto segue.
Ieri mattina, approfittando della bella giornata, inforco il mio fidato e obsoleto scooter giapponese che potete ammirare in foto -sono da sempre un amante del vintage in tutte le sue accezioni- e mi dirigo senza indugio verso la piscina. Ma poco dopo devio nella strada che porta alla stazione ferroviaria di Pescara, in cerca di un certo cartello stradale che mi ero ripromesso di controllare, per cui vago per un po’ scrutandomi intorno, mentre al contempo transita nel senso opposto una volante della polizia alla consueta andatura da palmipede annoiato. Non trovando quello che cercavo, torno indietro e all’incrocio mi affianco per un attimo alla pattuglia che stava svoltando a destra, ma mentre svolto a sinistra noto con la coda dell’occhio che l’Alfa improvvisamente “cambia idea” e svolta a sinistra anche lei. Segue tunnel del sottopassaggio ferroviario, semaforo, svolta a sinistra, guardo nello specchietto retrovisore: gli sbirri sono sempre lì dietro, a debita distanza. Entro nel distributore di benzina/autolavaggio per rabboccare un po’ di olio: naturalmente entrano anche loro, superano le pompe di benzina, e in base al loro personalissimo concetto di discrezione si posizionano all’uscita della stazione di servizio, da dove presumibilmente per tornare in strada sarebbe dovuto passare chiunque, compreso dunque il vostro affezionato. Pronti quindi a un sensazionale inseguimento stile ultimo 007 per le strade del ridente capoluogo adriatico, vendendo cara la pelle. “Quei due signori sono convinti che io voglia rapinarvi”: è esattamente così che apostrofo l’ignaro benzivendolo. Il quale si volta, vede la pattuglia ferma e ridendo mi fa “ti stanno inseguendo, eh?”.  Io rispondo “tu ci scherzi, ma mi stanno dietro dall’incrocio della stazione”. Il tipo -che preciso di non conoscere- improvvisamente si fa serio, li guarda, poi sorride di nuovo e scrollando il capo mi fa “sì, certo, poi magari mentre stanno qui a perdere tempo con te qualcuno fa una rapina sul serio, magari in giacca e cravatta”. Pago, e chiudo con la consueta crudeltà molecolare: “lo dico sempre, senza cattiveria, ma se fosse gente in gamba farebbe un qualsiasi altro lavoro, purchè onesto naturalmente”. Il benzinaio, con crudeltà probabilmente anche maggiore, annuisce e fa “hai ragione”. Bene, ho un altro amico. E’ il momento della verità: riaccendo il motore, parto, supero la pattuglia, che piuttosto prevedibilmente mi segue: pensate che non avevano neanche spento il motore, in barba alla normativa recentemente introdotta dai loro datori di lavoro in base alla quale è fatto divieto di sosta col motore acceso per chiunque. Probabilmente volevano essere pronti a ogni evenienza. Mentre dunque rifletto tra me e me sul fatto che la coppia Holmes/Watson de noantri avrà sicuramente pensato che non ho messo in atto i miei loschi progetti criminosi in quanto spaventato a morte dalla loro temibile presenza, e quindi mi fermeranno per la magra consolazione di capire se almeno il motorino fosse rubato e dunque ci avessero visto giusto, sento delle sirene proprio dietro di me: guardo nello specchietto e vedo Starsky agitare una paletta in modo discretamente autoritario. Accosto e scendo, i due scendono e si pongono ai lati dell’auto con aria di sfida, pronti alla sparatoria. Io prendo i documenti dal bauletto, e senza neanche togliermi il casco vado dritto da quello che guidava e sorridendo a 32 denti esordisco con un magnifico e molecolarissimo: “buongiorno, ce ne avete messo di tempo!”. Il tipo, ancora evidentemente in preda ai potentissimi effetti della lampada UV che aveva ridotto il suo viso tutto sommato neanche troppo male a una specie di mocassino  fine anni 70,  mi guarda come inebetito e mi fa “in che senso scusi?”. “Lasciamo perdere” rispondo seccamente io, e gli porgo i documenti miei e del ciclomotore, che passa al collega, il quale nel frattempo non aveva mai smesso di  guardarmi con apparente aria da duro ma finendo per somigliare più a Coliandro che a Callaghan (tanto per restare nell’ambito degli ispettori). Consueti 5-6 minuti di snervante attesa sotto un sole cocente, e restituzione dei documenti con farfuglio a quel punto quasi imbarazzato. “Come, scusi?” “No, dicevo… la revisione…” “Sì lo so, scade il 28 Maggio, la ringrazio. Ora se mi vuole scusare sto facendo tardi, buon lavoro”.

Era evidente sin dall’inizio che i due infallibili investigatori col loro proverbiale fiuto avevano adocchiato un tipo sospetto, ma ora  andatevi a riguardare la foto e pensateci bene: voi fareste una rapina conciati così? Completamente vestiti di NERO, con barba lunga, rayban scuri, volto scoperto perchè il casco non è integrale, casco peraltro GIALLO con una lingua adesiva ROSSA sul frontale, con un enorme borsone NERO, a bordo di un vecchio e ormai anche raro scooter AZZURRO? Avete mai visto qualcuno di più riconoscibile di me ieri mattina? Una descrizione del genere, tempestivamente diramata via radio a tutte le unità, mi avrebbe assicurato alla giustizia nel giro di pochissimi minuti. Mi rendo conto che il mio aspetto era una via di mezzo tra il vecchio Will Oldham versione Bonnie “Prince” Billy e un qualunque membro dei Crowbar (e non avevo neanche le braccia scoperte, che in estate puntualmente mi costringono a lunghe ed estenuanti rotture di coglioni in qualunque aeroporto o stazione ferroviaria italiota), ma il punto è che i due musicisti in questione a dispetto del loro look sono delle persone oneste: esattamente come il sottoscritto.

Lo dico sempre, senza cattiveria, ma se fosse gente in gamba farebbe un qualsiasi altro lavoro. Purchè onesto naturalmente, ci mancherebbe.

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2 Responses to Indagine su un cittadino al di sotto di ogni sospetto (sottotitolo: l’abito -soprattutto se molecolare- non fa il monaco).

  1. Andrea ha detto:

    Mi so spaccato dal ridere…Grande!!!

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