Il mio regno per un iPad, ma anche no.

(scritto il 9/10/2K11 per il concorso “Match d’autore 2011”, promosso dall’associazione culturale “Montesilvano Scrive”).

Ho sempre trovato singolare il fatto di essere uno dei pochi a non averne uno, quando per varie ragioni dovrei essere uno dei pochi ad averlo. Di cosa sto parlando? Ma naturalmente dello stramaledetto iPhone (o per dirla all’italiota “aifòn”, che a me però fa pensare a un meraviglioso asciugacapelli in alluminio con tanto di mela bianca luminosa). Soprattutto ora che non è più uno status symbol, perchè appunto ce l’hanno tutti. Ma quando ho visto l’iPad ho capito che dovevo assolutamente possederlo: al di là dell’aspetto strettamente gadgettistico, nel mio lavoro ci puoi fare cose davvero inenarrabili. Ma senza il becco di un quattrino, come fare? Lentamente monta in me una sorta di ossessione, e quando vedo qualcuno munito di iPad lo etichetto immediatamente come mio nemico. Ho perfino sognato di essere a cena (“stay hungry”?) col povero Steve Jobs che mi prometteva di farmene avere uno, solo per svegliarmi di soprassalto tutto sudato, accendere il mio Mac e apprendere della sua scomparsa. Poi, la classica lampadina: mentre mi ubriaco in un bar di fiducia sognando l’amato iPad, i miei occhi lucidi si posano casualmente sulla locandina di “Match d’autore”: un concorso letterario il cui primo premio è proprio l’ambita tavoletta! “E’ fatta” penso tra me e me “figurarsi, c’è gente che dice che dovrei fare lo scrittore dopo aver letto le stronzate che scrivo su Facebook, sarà un gioco da ragazzi”. Insomma, avevo praticamente già la vittoria in tasca, quando all’improvviso realizzo che non basta inviare il proprio racconto bensì -una volta superata una prima selezione- bisogna anche leggerlo in una sorta di ring letterario, recitandolo davanti a una platea! Al di là del fatto che malgrado la mia aria da tagliagole sono una persona di una timidezza esagerata, ci ho visto un controsenso nei termini: se io ho scritto, perchè devo pure leggere? Leggete voi e fatemi sapere, che cazzo! Ma soprattutto, senza malizia, ci ho visto anche l’offerta dell’ennesima occasione per mettersi in mostra, per “apparire” insomma (e dove poi? A Pescara? A Montesilvano?), di cui francamente non mi può fregare di meno. E quindi no: non mi avrete, maledetti scribacchini. Che il diavolo vi si porti. Niente racconto, niente concorso, niente iPad: l’orgoglio molecolare non ha prezzo, e non può essere svenduto al miglior offerente come fosse un maglione ai saldi, nossignori. Domani è un altro giorno: si va alla Findomestic. Per tutto il resto c’è il gratta e vinci. Altro che match d’autore.

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One Response to Il mio regno per un iPad, ma anche no.

  1. Licinia De Ingeniis ha detto:

    continua a scrivere te ne prego, fallo per tutti noi!

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