Every day, Nirvana

Nirvana live @ Kryptonight, Baricella (BO) - 20/11/91Esattamente due anni fa, in occasione del ventesimo anniversario della pubblicazione di “Nevermind” dei Nirvana, avevo pubblicato questo post. Nel post scriptum finale promettevo che un giorno avrei proseguito il racconto, e poichè ogni promessa è debito ma l’anno scorso me ne sono dimenticato ho pensato di farlo oggi.

Nel precedente post menzionavo che due anni prima dei fatti narrati (dunque nell’ormai lontano 1989) non ero riuscito ad andare al Bloom di Mezzago per il concerto dei Tad, il cui gruppo spalla ai tempi erano proprio i Nirvana, all’epoca misconosciuti ma che già seguivo da tempo. Galvanizzato dall’uscita di “Nevermind” organizzo dunque una spedizione di amici pescaresi verso il Castello di Roma per il 19 Novembre 1991: prima delle due date italiane, nonchè più vicina. Mettiamo insieme una decina di appassionati in due automobili, che sarebbero poi rientrate alla base subito dopo il concerto, pratica assai in uso a quei tempi: data la cronica -e mai risolta fino ai giorni nostri- assenza di concerti di rilievo dalle nostre parti, si andava spesso ai concerti in location “a portata di mano” (Roma appunto, ma soprattutto le Marche e la costa romagnola) per poi tornare a casa nelle prime ore del mattino, ad un orario certamente tardo ma spesso e volentieri non più tardo di quello in cui tuttora si rientra per le inutili seratine locali, nella maggior parte dei casi pallide e noiose fotocopia l’una dell’altra. Arriviamo dunque sul posto, per trovarlo stipato di gente: noi ce lo aspettavamo naturalmente, ma va tenuto presente che ai tempi la band era in tour in Europa nel classico van a noleggio, con fonico e tour manager e magari un driver come un qualunque gruppo cosiddetto “indie” fa anche attualmente, ma senza internet e cellulari non aveva una percezione molto nitida del boom che il loro disco stava avendo negli USA (ma anche in tutto il mondo). Assistiamo dunque ad un concerto da paura, naturalmente in trio: Pat Smear non sarebbe infatti stato della partita se non giusto un paio d’anni più tardi, inoltre per tutti era la prima occasione per vedere in azione il nuovo poderoso batterista Dave Grohl. E con soli due album all’attivo, il “vecchio” repertorio viene ampiamente saccheggiato, per la gioia degli astanti. Così, durante la birretta post-concerto, il nostro eroe prende la delirante decisione di andare a vedere anche la data del giorno successivo in provincia di Bologna (la mia ex città, come amo definirla). Tra lo stupore dei miei compagni di viaggio, lascio dunque ripartire l’allegra brigata nella notte alla volta della costa adriatica e svolto “on-the-fly” un posto letto capitolino a casa di un’amica dei miei compagni, della quale tuttavia non ricordo assolutamente nulla. L’indomani riesco a contattare telefonicamente un mio caro amico pescarese trapiantato a Milano nella sede dell’azienda per cui lavorava all’epoca , poichè ricordavo che in precedenza mi avesse detto che anche lui sarebbe andato al concerto dei Nirvana, a costo di andarci da solo. Gli comunico le mie intenzioni, lui ingenuamente mi chiede “scusami ma non sei andato anche tu poi ieri sera con gli altri?” e naturalmente, alla mia risposta che valeva la pena di rivedere il concerto, si gasa. Ci diamo quindi appuntamento alla stazione di Bologna nel tardo pomeriggio, e parto da solo in treno alla volta della mia città natale. Una volta caricato nella Citroen BX del mio amico, gli faccio da navigatore per cercare il locale visto che di navigatori satellitari e altre diavolerie moderne non c’era nemmeno l’ombra. Conoscevamo infatti il Kryptonight di Baricella di nome per via di altri concerti svoltisi lì in quel periodo, ma nessuno dei due ci era mai stato. Le faticose ricerche oltretutto si sono svolte nel buio pesto, e soprattutto in mezzo a una nebbia che come direbbe mia madre -nativa della zona- si poteva tagliare col coltello. Alla fine in un modo o nell’altro troviamo questo posto sperduto in mezzo al nulla, e una volta parcheggiata la nostra auto ci troviamo di fronte a una situazione alla quale francamente nessuno aveva pensato prima: il Kryptonight era infatti una piccola discoteca riconvertita a sala concerti (triste pratica italiota attualmente ancora in voga), dalla capienza limitata  e dunque già irrimediabilmente “sold out”, con tanto di ingresso bloccato dalle transenne. Ma soprattutto all’esterno del locale c’era una folla assai rumoreggiante, evidentemente seccata dalla situazione creatasi, e appariva subito chiaro che quelli che avevano deciso di gettare la spugna erano veramente pochi, mentre il grosso di quelli rimasti fuori non aveva alcuna intenzione di tornare a casa senza vedere il concerto. E così io e il mio amico ci uniamo alla “protesta” degli esclusi: comincia dunque un pressing tipo pogo, al termine del quale dopo un po’ la security decide di mollare, le transenne vengono aperte e almeno un centinaio di persone entra nel locale, ovviamente senza biglietto. La situazione all’interno, già al limite della capienza, diventa infernale: un caldo assurdo e gente ovunque, anche arrampicati nei posti più improbabili. La band, evidentemente molto a suo agio nella situazione di piccolo club, ripaga l’estenunante attesa con una performance anche migliore di quella della sera precedente, se possibile. Si esce spossati ma soddisfatti, in un lago di sudore, e ci si rituffa nella nebbia della bassa padana. Ovviamente non ricordo dove andammo poi a passare la notte, ma poco importa: l’inatteso capovolgimento di fronte all’ingresso mi ha consentito di vedere per ben due serate consicutive uno dei gruppi da me più amati all’apice della forma, e in qualche modo mi ha ripagato della successiva grave leggerezza di non essere riuscito due anni dopo ad andare a vedere il concerto del tour di “In utero”, pochi mesi prima della tragica fine del leader. Soprattutto rimane il ricordo di un’impresa epica nella sua estemporaneità, uno dei pochi casi nella mia sciagurata esistenza in cui come si suol dire ho preso il toro per le corna. Ne è valsa decisamente la pena, pochi cazzi.

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