The Cult: “Love Live” @ Estragon, Bologna, 29/09/09

Mercoledì 30 Settembre 2009

Ian Astbury 2009L’occasione era di quelle ghiotte: l’unica data italiana del tour celebrativo dell’album “Love”, partito in Agosto da San Diego con un immediato sold out e proseguito poi in USA ed Europa: per chi come il sottoscritto è stato adolescente a metà dei fatidici anni ‘80, meglio della macchina del tempo, considerato oltretutto che il concerto si basa sull’esecuzione integrale del disco che ha fatto da trampolino di lancio per la band inglese nell’ormai remoto 1985. Chi scrive è poi sempre stato un grande estimatore dei Cult: visti dal vivo ai tempi di “Electric”, avevo avuto anche modo di ammirarli lo scorso anno a Roma con la nuova formazione ormai tutta americana.

Il capannone che da qualche tempo ospita la nuova sede dell’Estragon è letteralmente stracolmo di gente, che deborda anche all’esterno: mai visto niente di simile. Il pubblico tra l’altro rumoreggia palesemente, poichè per un equivoco il concerto era stato annunciato dai media alle 21, ma l’orario reale di inizio saranno le 22.30, e ovviamente si parte con l’anthem “Nirvana”: stasera era  ampiamente previsto, l’anno scorso a Roma invece fu una piacevolissima sorpresa. Il pubblico bolognese subito esplode. La band come immaginavo è in forma smagliante, e l’impatto è devastante: i Cult degli “anni zero” sono una macchina da guerra rodatissima ed entusiasmante, trascinanti veramente come pochi, e riescono alla grande nell’impresa di riproporre materiale ormai vecchio di un quarto di secolo senza scadere nel patetico o nel nostalgico, nè tantomeno in soluzioni di arrangiamento pacchiane, magari nel becero tentativo di modernizzare il proprio repertorio. A ben vedere infatti le canzoni sono quelle, nè più nè meno, ma suonate con una grinta e una precisione tali da rasentare la ferocia. Dimenticatevi pure quegli scialbi bootleg con Ian Astbury stonato e/o afono: il frontman -che nel frattempo pare abbia chiuso con la vita dissoluta, sarà poi vero?- sa bene che alle soglie della mezza età la voce non può essere più quella di un tempo, ma ora se la gioca con carisma, determinazione e un pizzico di furbizia da grande animale da palcoscenico qual’è, e soprattutto senza risparmiarsi un attimo. Mentre la mia amica cerca di convincermi che il buon vecchio Ian somiglia di brutto ad un suo docente di corso di origini toscane, io invece realizzo improvvisamente che dopo una vita intera di tentativi è finalmente riuscito nell’impresa di trasfigurarsi nel suo idolo dichiarato di sempre: Jim Morrison, l’ultima versione con barba lunga e capelli incolti per la precisione.  Da segnalare in negativo una ricca serie di amnesie sui testi, di cui per inciso Astbury sarebbe anche l’autore. Duffy da par suo, con il suo look alla eterno Billy Idol, macina riff su riff e assoli su assoli, e per riproporre fedelmente il sound di “Love” sfoggia ben due White Falcon identiche che saggiamente alterna. L’implacabile sezione ritmica si conferma una delle migliori sulla piazza, e dà il meglio di sè nella sezione centrale della portentosa “Phoenix” (già ai tempi tra le mie preferite in assoluto dell’album), con il duello tra il mostruoso basso superfuzz di Chris Wyse e il poderoso ma precisissimo drumming di John Tempesta, che in questo contesto molto intelligentemente fa il batterista dei Cult e non appunto… John Tempesta! Il potente musicista infatti (e considerate che per tutta una serie di circostanze ho passato il pomeriggio ad ascoltare Deen Castronovo!) ha un pedigree da pelle d’oca: Exodus, Testament, Tony Iommi , ma soprattutto White Zombie ed Helmet. Menzione d’onore anche per  il serbo-californiano Mike Dimkich, nei Cult dal lontano 1993 (solo dal vivo però): suonare la chitarra ritmica dietro a un leader così ingombrante non è mai cosa semplice, ma lui -per quanto sempre un po’ defilato nel mix- se la cava egregiamente, e soprattutto “riempie” bene durante i numerosissimi assoli del capo (a dispetto di un look perlomeno singolare!). [...] Con “Black angel” si chiudeva “Love” e si chiude anche questo set celebrativo.

Pausa per riprendere fiato (in tutti i sensi!), poi i Cult risalgono sul palco per il prevedibile secondo tempo a base di greatest hits: Billy ha imbracciato la fida Les Paul, la cosa suona come una vera e propria dichiarazione d’intenti, e infatti si riparte di slancio con l’accoppiata “Electric ocean”/ “Wild flower”! Seguono una serie di classici più è meno recenti, tra cui una sorprendente “Sun king” (che il solito superesperto regolarmente incontrato a fine show mi confermerà non eseguita dal vivo per lustri), e il singolo del 2007 “Dirty little rockstar”, assolutamente trascinante con quel riff vagamente ispirato al Keith Richards di “Undercover of the night” ma spalmato su una cassa in quattro anni ‘90 di sapore appunto molto White Zombie. Gran finale con “Love removal machine”, in un tripudio di cori e tamburelli.

Sudore a fiumi, pubblico esausto ma felice, merchandising preso d’assalto e la convinzione che questi quasi-cinquantenni fanno mangiare la polvere a buona parte delle nuove generazioni di sedicenti/aspiranti rockers. Convinzione ahimè rafforzata dalla quasi totale assenza di under 30, che invece come dicevo prima avrebbero decisamente trovato pane per i loro denti. Ma ovviamente non si tratta di materia musicale appetibile per tutti quei fighetti em(o)aciati con i vestitini alla moda e le chitarre lucide che sembrano appena uscite dalla scatola, e altrettanto ovviamente appena vi risento parlare di “rock italiano” prendervi a calci sarà un vero piacere.


Il Pescara conquista la salvezza diretta

Domenica 17 Maggio 2009

Con un rocambolesco 4-3 in trasferta contro la forte Cavese dell’ex Andrea Camplone, il Pescara scaccia lo spettro dei play out e conserva la permanenza in Prima Divisione.

PEcalcio1936


Luana

Sabato 25 Aprile 2009

Luana


Precariato gratinato

Venerdì 24 Aprile 2009

Prendete un giovane disoccupato, bello fresco, e mettetelo in un lavoro temporaneo.
Sbattetelo sotto e sopra, giratelo a destra e a sinistra, fatelo lavorare per tre mesi e poi lasciatelo riposare per tre anni.
Dopo cospargetelo di promesse di lavoro fisso e illudetelo per circa due ore.
Quando sarà ben macerato nel vostro programma politico, fatelo cuocere a fiamma tricolore bassa fino alla prossima legislatura.
Ripassatelo in forno e fatelo lavorare part-time per mezz’ora.
Servitelo caldo, ma non troppo altrimenti vi scende in piazza a manifestare.

(tratto dal n. O di “Carta Straccia – fanzine di cultura postuma totalmente disimpegnata – autore non indicato).


Franz Di Cioccio per le famiglie abruzzesi

Martedì 7 Aprile 2009

Sono Franz Di Cioccio (PFM), abruzzese di Pratola Peligna, un paese in provincia de L’ Aquila.
Sono ferito e addolorato per la tragedia che ha colpito al cuore il capoluogo abruzzese e tutti i paesi intorno.
Ho assistito con commozione al susseguirsi di notizie ed immagini, sempre più drammatiche.
Ho visto piazze e borghi, dove ho passato momenti di gioia, trasformarsi in luoghi di disperazione.
Un susseguirsi di volti segnati, affranti, disperati, ma non piegati dallo sconforto. “Aiutateci” è stata la parola più ricorrente. Io so che la tenacia che sento nello spirito della mia terra ha solo bisogno di essere accompagnata da un gesto di solidarietà, che faccia sentire alla popolazione che non è sola con la sua disperazione.
Aiutatemi ad aiutarli.
Lancio un appello a tutti gli artisti per partecipare ad un concerto di raccolta fondi da destinare alle famiglie più colpite.
E’ una “chiamata alle arti” per un gesto di grande solidarietà.
Gli artisti che vorranno aderire all’iniziativa “Concerto per L’Abruzzo” possono inviare una mail a info@diedi.com
Ringrazio tutti da abruzzese e da italiano.

Franz Di Cioccio, PFM
www.pfmpfm.it

Per maggiori informazioni puoi contattare D&D Concerti all’indirizzo info@diedi.com oppure telefonicamente ai numeri 02-45076475 o 02-83660747

dicioccio


Informazioni utili per l’emergenza terremoto in Abruzzo

Lunedì 6 Aprile 2009

pdg

Google ha pubblicato un’utilissima pagina di riepilogo a questo indirizzo:

Google – Terremoto in Abruzzo

seguono in ogni caso tutti i riferimenti che avevo precedentemente postato.

——————————- VOLONTARIATO —————————-
Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l’emergenza terremoto possono contattare i seguenti numeri:
Il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara: 085 2057631
La protenzione civile di Lanciano (CH): 0872 710807
La protezione civile di Scerni (CH): 0873 919732
La protezione civile di Bussi Sul Tirino (PE): 085 9809390
La protezione civile di Casoli (CH): 0872 993312
La protezione civile di Roseto Degli Abruzzi (TE): 085 8936057
L’associazione http://www.modavi.it, tel: 06/84242188.
Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato dell’Abruzzo presso il CSV di Chieti: tel. 0871 330473 e-mail: csvch@csvch.org

Nei prossimi giorni il sito internet www.abruzzocsv.org sarà dedicato all’emergenza terremoto; si potrà compilare un formulario di iscrizione per offrirsi come volontari.

E’ possibile inoltre Partire volontari con LEGAMBIENTE: chiamare l’ufficio Volontariato di Legambiente dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 al numero 06/86268323 – volontariato@legambiente.eu

—— DONAZIONE DI CIBO (A LUNGA CONSERVAZIONE) ——

INVIARE CIBO (E SOLO CIBO) A:
Associazione Banco Alimentare Abruzzo – Onlus
Via Celestino V 4 – 65129 Pescara (PE)
Tel. 085-43.13.975
mail segreteria@abruzzo.bancoalimentare.it

— DONAZIONE ACQUA, CIBO, VESTITI, COPERTE, GENERI DI PRIMA NECESSITA’ —-

Servono casse d’acqua, coperte, vestiti, cuscini, sacchi a pelo, pannolini per bimbi, latte in polvere, assorbenti per anziani, carta igienica, e tutti i beni di prima necessità. Gli aiuti si possono sia inviare in pacchi per posta o con corriere, oppure portarli direttamente a (N.B. eventualmente contattare l’ente per prendere accordi):

ROMA
Centro raccolta Croce Rossa Italiana
Via Ramazzini 31 (Zona Gianicolense, vicino all’ospedale S. Camillo) Per informazioni importanti, chiamate la C.R.I qui: 06/65.33.623 (ma solo se necessario, viste le numerose telefonate che ricevono per l’emergenza in corso).

ROMA
“Fare ambiente”
Via Nazionale, 243, Roma
Tel. 06.484409 – 335.1353330

ROMA
Viale Tor di Quinto, parcheggio del Gran Teatro, prosegue la raccolta di ACQUA SIGILLATA (in bottoglia). Fino a venerdi’.

NAPOLI
Centro raccolta “Croce Rossa Italiana”
via s. Giovanni a Teduccio 45, Napoli
tel 0812286820
(n.b. inviare solo vestiti NUOVI, per quelli usati rivolgersi alla Caritas)

PESCARA
Federazione Prc (Rifondazione Comunista) di Pescara, via F. Tedesco 8, centro di raccolta materiali e di accoglienza, referente Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)

PALERMO
Circolo Vella di Rifondazione Comunista : raccolta di generi di prima necessità e di fondi.
via dei Credenzieri 11
giorno 7 aprile dalle 16.00 in poi
3890328844 | info@prcvella.org
Stiamo organizzando un furgone di aiuto alla popolazione abruzzese e il vostro sostegno serve ADESSO!!!!

LANCIANO:
Raccolta coperte, omogeneizzati, latte, acqua, farmaci da banco e generi alimentari in scatola
centro raccolta della chiesa di S.Chiara.

————— OFFERTE DI ALLOGGIO ————————

Fate riferimento ad un unico referente per la vostra offerta, onde evitare disguidi!

Per i posti letto IN ABRUZZO:
Contattare l’Assoturismo Abruzzo, tel: 0854308309

Per il resto d’ITALIA:
chiamate la vostra PREFETTURA di competenza, indicando il n. di posti letto messi a disposizione, il n. di giorni, il vostro n. di telefono e nome. Le prefetture contatteranno la Protezione Civile che raccoglie tutte le disponibilità!

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it

OFFRI ALLOGGIO AI TERREMOTATI? CONTATTA LA PROTEZIONE CIVILE A QUESTO NUMERO VERDE 800860146

————– ORGANIZZAZIONI IN LOCO ————–

Federazione PRC (Rifondazione Comunista) in via F. Tedesco 8 a Pescara: centro di raccolta materiali e di accoglienza per gli evacuati.

Singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati: chiamare il numero 085.66788
Chiunque volesse partecipare all’organizzazione dei soccorsi può chiamare:
Federazione Prc Pescara: 085.66788 (accoglienza evacuati)
Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)
Marco Fars: 334.6976120
Francesco Piobbichi: 334.6883166
o spedire una mail: piobbico@hotmail.com
Servono generi di prima necessità (acqua, pasta, latte UHT, biscotti), coperte, tende, gazebo e materiale utile alla rimozione delle macerie.
ATTENZIONE! non partite senza aver prima chiamato

CGIL di Pescara in Via Benedetto Croce, 108.
Da domani 7 aprile a partire dalle ore 09:00 potete portare pasta, scatolame, latte e caffè Venite in tanti, c’è bisogno di tutte/i.

L’Amminsitrazione Comunale di MONTESILVANO, con il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via Celestino V (zona Tribunale Nuovo), ha promosso per domani 7 Aprile una raccolta di viveri presso la palestra delle scuole elementari di Montesilvano centro.

INOLTRE LA PROTEZIONE CIVILE RITIRA BENI PRIMARI PER I TERREMOTATI AL BAR VESPUCCI IN VIA VESPUCCI A PESCARA. C’è BISOGNO DI ACQUA, CARTA IGENICA, PANNOLONI ASSORBENTI PER ANZIANI, E DERRATE ALIMENTARI NATURALMENTE A LUNGA CONSERVAZIONE. LA RACCOLTA PER ORA DURA UNA SETTIMANA.

—————— DONAZIONI DI DENARO ——————-

Donazioni alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
CONTO CORRENTE POSTALE N° 28748200
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Altro modo di donare alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:
CONTO CORRENTE BANCARIO
Banca Prossima
IBAN IT52L0335901600100000003514
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Donazione online alla Fondazione Banco Alimentare Onlus:

http://www.bancoalimentare.org/donazioni

Causale: emergenza terremoto Abruzzo

Versamento alla Croce Rossa:
Banca Nazionale del Lavoro – Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
C/C BANCARIO n° 218020
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma,
IBAN: IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020
Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Altra possibilità di donare alla Croce Rossa:
Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma
Codice IBAN: IT24 – X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Link per le donazioni online alla Croce Rossa:

http://www.cri.it/donazioni

Versamento alla Caritas:
Numero di conto corrente postale 82881004,
IBAN: IT77K0760103200000082881004,
intestato a Caritas Diocesana di Roma,
causale: terremoto Abruzzo

Versamento alle Misericordie d’Italia:
Monte dei Paschi di Siena,
Codice Iban: IT03 Y010 3002 8060 0000 5000 036

Donazioni al Conto Corrente Bancario di Rifondazione Comunista:
intestato a: RIFONDAZIONE PER L’ABRUZZO
IBAN: IT32J0312703201CC0340001497

Bonifico bancario a Mediafriends:
conto corrente intestato a: Mediafriends
IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Causale: terremoto Abruzzo

Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo. Ogni Sms inviato contribuira’ con 1 euro, che sara’ interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. Il sistema sara’ operativo dalle ore 23 di stasera.
Dalle ore 9 di domani, sara’ possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580.
Il Dipartimento della Protezione Civile fornira’ tutte le indicazioni sull’utilizzo dei fondi raccolti.

——- DONAZIONE DI SANGUE (NON PIU’ URGENTE!) ——-

Per donare sangue, che fa sempre bene, contattare i seguenti numeri:
CENTRO AVIS DEL LAZIO (A CUI SI STA APPOGGIANDO L’ABRUZZO): 06 491340
SEDE AVIS DI PESCARA: 085/42.24.820
PRENOTAZIONE DONAZIONI AVIS PESCARA: 085-4221129
CENTRO TRASFUSIONALE DELL”OSPEDALE SANTO SPIRITO DI PESCARA: 085/425 26 87
Oppure rivolgetevi alla struttura AVIS più vicina, che potete trovare qui: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545

Un abbraccio a tutti.


Promozione GeniusHackers/RapidShare

Mercoledì 11 Febbraio 2009

Se gestite un sito web oppure un blog avete ora l’opportunità di ottenere un account “premium” gratuito su RapidShare, uno dei più grandi servizi di condivisione file su server del mondo (quelli per intenderci che ti arriva una mail con un link e cliccandolo scarichi un enorme file zip che magari non sapevo come mandarti altrimenti). GeniusHackers.com è un blog che tratta trucchi e modifiche per Windows:

GeniusHackers.Com – a blog about Windows tips and productivity hacks

GeniusHackers fornirà questo account gratuito a chi pubblicizzerà questa promozione nel suo sito/blog: basta contattarli usando l’apposito modulo e allegando un link. Dopo la verifica di rito vi invieranno una mail con il vostro nuovo account RapidShare e i relativi dati.

Come avrete notato sto cercando di “approfittare” della promozione, e il fatto che non uso praticamente più Windows -oltre ad avere determinato un significativo miglioramento nella qualità della mia vita- aggiunge un pizzico di sapore agrodolce alla vicenda…

RapidShareP.S.

Se non avete un blog o un sito web potete comunque usufruire della promozione iscrivendovi al feed RSS di GeniusHackers.com. Maggiori info su GeniusHackers.


Gennaio

Lunedì 26 Gennaio 2009

Mi reco al Wake Up! di Pescara per il concerto dei Diaframma: mi è sembrata una serata sufficientemente eighties (o meglio sufficientemente “serata” e basta, come mi è stato giustamente fatto presente). E poi è Gennaio dopotutto, come il titolo di un loro vecchio singolo dell’89. Mi sono imbattuto varie volte in Federico Fiumani nel corso degli anni: ricordo che intorno alla metà degli anni ‘90 lavorai come fonico con i pescaresi S.I.M. per un benefit che si svolgeva a Milano all’allora PalaTrussardi, e dopo lo show andammo a cena proprio con i Diaframma in un ristorante limitrofo. Ci si divertì anche parecchio: purtroppo però durante la cena venne rubata una delle loro auto contenente tutto il loro backline (leggi: strumentazione). Fu un momento veramente tremendo.  Uno o due anni fa sempre al Wake Up! avevo assistito ad una performance solista di Fiumani molto bella e anche divertente, invece l’ultima volta c’erano lui e il batterista e senza offesa mi sembrò un mezzo pacco: lungi dall’effetto White Stripes/Jon Spencer (per fortuna, almeno per quanto riguarda i White Stripes), sembrava semplicemente un gruppo il cui bassista aveva avuto un contrattempo all’ultimo momento. E magari era proprio così.

Arrivo per tempo perchè ultimamente nel capoluogo adriatico il trend sull’orario di inizio dei concerti sembra leggermente migliorare, ma in barba alla pubblicità che invitava alla puntualità il concerto comincia alle 23.30 passate: poco male, è venerdì. Trovo quindi il tempo di salutare svariati conoscenti e perfino qualche amico. Thank God it’s Friday. L’età media del pubblico  per una volta è prevedibilmente medio-alta, anche se manca all’appello qualche vecchia conoscenza che speravo di beccare, mentre sono quasi del tutto assenti i pischelli rockettari del terzo millennio. Prevedibile anche questo, ma poichè dubito che a differenza delle cariatidi di cui sopra siano regolarmente alle prese con consorti, pannolini e capufficio direi decisamente che avrebbero fatto meglio a trascinare le loro già stanche membra fino al longevo club sul fiume per una lezione -oltretutto gratuita- di stile… e di rock’n'roll! Rock’n'roll? Ma non era un gruppo new wave degli anni ‘80?!? Certo, ma a sto giro Fiumani sale sul palco in camicia turchese di ciniglia, pantaloni neri a sigaretta e scarpe di pelle con la fida Telecaster nera a tracolla, pure tenuta bella bassa, accompagnato solo da un bassista e un batterista (quest’ultimo non mi è sembrata una faccia nuova tra l’altro). Già l’impatto visuale dunque è abbastanza “back to the basics”: più che uno che ha esordito in una cover band dei Joy Division sembra piuttosto un qualche ex componente dei Forty Licks, e quel famigerato ciuffo ormai argentato che penzola sul viso del sarcastico frontman pare quasi brillare di una luce nuova. Impressione confermata in pieno dall’apertura delle ostilità:  al primo one-two-three-four del batteraio i Diaframma partono a mille, con un tiro micidiale, alla Husker Du mi verrebbe quasi da dire. Fiumani è in forma strepitosa, con la sua inconfondibile voce e una timbrica chitarristica scarna ed essenziale ma al tempo stesso efficace (un amico chitarrista mi diceva esterrefatto “non è possibile, un suono di chitarra così dovrebbe essere orribile invece è bellissimo!”), supportato da una sezione ritmica forse non sempre precisissima ma sicuramente poderosa e assolutamente all’altezza della situazione. L’impatto è veramente quasi devastante, ma soprattutto questa chiave di lettura stile power trio dello sterminato repertorio si rivela veramente azzeccata, al contrario di quanto spesso accade quando tante vecchie glorie decidono di modernizzare il loro live set risultando quasi sempre purtroppo patetici o quantomeno fuori luogo. L’attitudine dei Diaframma versione 2009 invece mi fa pensare tantissimo ai Jam, anche se la cifra compositiva per ovvie differenze di background è chiaramente diversa, ma resto dell’opinione che questo sia il paragone più azzeccato (tra l’altro ero al concerto di Paul Weller qualche tempo fa e vi assicuro che i due musicisti hanno veramente molto in comune, al di là del  mero dato anagrafico: potete verificarlo più sotto grazie al mio splendido smartphone, obiettivamente assai più smart del sottoscritto). Un’oretta abbondante di concerto intenso, trascinante e senza fronzoli quindi,  compresi un paio di bis, scorre via che è una meraviglia; i brani quasi tutti attaccati l’uno con l’altro, materiale recente sapientemente mescolato alle classiche hit, pubblico gasatissimo: molti cantavano a squarciagola, qualche accenno di pogo. Veramente un seratone, la cui unica nota stonata (mi dispiace ma non fosse che per questioni professionali devo proprio segnalarlo) è stata il famigerato limitatore del locale, che date le circostanze ha tirato fuori come si suol dire il vestito della festa, e per fare bella figura anche lui -dimostrando così di assolvere alla perfezione al suo infame compito- ha pensato bene di schiacciare ferocemente tutto l’audio appena Fiumani apriva bocca per poi riportare inesorabilmente su il volume non appena la chiudeva in un’altalena sonora da mal di mare… probabilmente sarebbe bastato tenere più basso il volume dell’impianto di amplificazione per quantomeno ridurre quell’estenuante fenomeno di “pumping” (si chiama proprio così: quando è fatto apposta -ma in genere non nei live- è anche una cosa figa… e per la cronaca il volume  generale del concerto NON sarebbe stato più basso, non in maniera percettibile perlomeno). Se infatti il problema forse non ha intaccato l’efficacia dell’esibizione, l’ha sicuramente resa più faticosa da ascoltare. Ma non per tutti, per fortuna: solo per chi se n’è reso conto. E cioè solo per il sottoscritto (qualcuno ne dubitava?), che peraltro al termine del gig era talmente soddisfatto che giusto il tempo di schivare abilmente un paio di importuni ed è andato ad infilarsi sotto la sua adorata trapunta, sognando poverino di tornare adolescente nei favolosi anni ‘80.

Grazie.

Federico Fiumani sul palco del Wake Up! di Pescara Paul Weller (non sul palco del Wake Up! purtroppo)


Il club delle basse frequenze (e altre amenità molecolari)

Sabato 17 Gennaio 2009

Mi contattano dal Mono_Spazio_Bar -ma va!:)- per un concerto “last minute”, cioè fissato praticamente la sera prima: trattasi dei Low Frequency Club. Mai sentiti nominare. Accetto immediatamente quindi, anche perchè le basse frequenze mi sono sempre piaciute un casino. E faccio bene, anzi benissimo, perchè il trio bresciano (basso/tastiere/batteria) mi/ci offre un concerto veramente micidiale. Cosa suonano i LFC? Per capirci dovrei proseguire la sagra dell’acronimo e dirvi DFA o LCD, ma non sarebbe del tutto corretto: però al tempo stesso mi sarei spiegato abbastanza. La verità è che suonano funky, tuttavia in maniera appena più moderna di come lo avrebbe suonato, che so, il grande George Clinton. E soprattutto SUONANO!!!

A PROPOSITO: Uno di questi giorni sbroccherò come Michael Douglas nell’epocale “Falling down”, e potrete leggere sulla prima pagina del quotidiano d’Abbbruzzzzo del mio arresto dopo un rocambolesco inseguimento, mentre in giro per il capoluogo adriatico e dintorni stermino a colpi di fucile tutti i sedicenti digei che (oltre a reputarsi tali) bofonchiano abitualmente sorridenti l’improprio “stasera suono qui”, “domani suono lì”, e via puttanando.

Questi invece suonano sul serio, compatti, precisi e con un gruv della madonna, in un calderone ribollente di elettronica, tastieroni e campionamenti assortiti. Black music cibernetica potremmo dire. Non si limitano dunque a ragliare svogliatamente su una sciapita base proveniente da un minidisc, un iPod o quando va bene un pc che si pianta, come fanno tanti indie-rockers danzerecci del cazzo col pulloverino sdrucito e la parrucca. A tratti sbuca perfino un vocoder, usato per fortuna con la debita moderazione evitando quindi l’agghiacciante effetto “Daft Panc de noantri”. A dispetto del florilegio di tecnologia vecchia e nuova però sono dell’opinione che se malauguratamente gli dovessero fottere il Mac -visto che non si pianta- i LFC il concerto lo possono SUONARE (appunto!) lo stesso, a differenza di tanti illustri colleghi. Il mummificato pubblico pescarota, che non balla neanche se gli infili una pasticca di ecstasy su per il buco del culo, sembrava incredibilmente gradire: qualcuno tra una Beamish, una telefonata e un bacetto svogliato alla uagliona batteva persino il piede.

A PROPOSITO (part 2): Non è del tutto vero: “quelli che vanno in discoteca” ballano. Tutti gli altri no: altrimenti “andrebbero in discoteca”. “Al concerto” invece non si balla, non si poga, quasi nemmeno si sorride (la logistica dei locali pescaroti peraltro com’è noto si presta molto bene a causare ferimenti anche assai gravi in caso di pogo e/o danze sfrenate, quindi forse meglio così). Nei locali “alternativi” invece si comincia a ballare solo se e quando attacca il digei-zerbino di turno (maggiori info in questo post). La crisi economica, il recupero in pompa magna degli anni ‘80 e l’inevitabile ciclo dei flussi e riflussi storici hanno fatto il resto, determinando il lento ma inesorabile ritorno negli scompartimenti e quindi una drastica suddivisione a mo’ di festa delle medie, coi ragazzi da una parte e le ragazze dall’altra: metallari, discotecari, darkettoni… tutti rigorosamente separati e possibilmente in rotta l’uno con l’altro, con le loro divise d’ordinanza e le loro brave locations di riferimento, in un agghiacciante “tutti contro tutti” da cui ovviamente non ricava un fico secco nessuno. Ci manca solo che tornano pure i paninari. La festa è finita, Walk this way non è servita a un cazzo, lasciateci nel ghetto ancora un po’. Avanti un altro.

A PROPOSITO DI WALK THIS WAY: Ieri mi è arrivata un’email grazie alla quale ho scoperto di essere “un prime mover” e “praticamente una leggenda dagli anni novanta a oggi”. Capitasse più spesso… ringrazio commosso comunque.

Dopo l’esibizione, mentre acquistavo solerte cd e t-shirt, il bassista mi chiedeva qualche difetto. Di solito in questi casi mi scaravento a colpo sicuro sul derivativo, ma a sto giro non sapevo proprio che dire… posso solo aggiungere che essendo piuttosto giovani un domani potremmo vederne davvero delle belle. E poi finalmente qualcosa di figo, interessante, diverso, anche e soprattutto concettualmente, dai soliti concertini indie (dove se per caso vai a tempo o hai la chitarra accordata ti cacciano immediatamente dalla band, se il tuo disco suona bene sei un venduto al sistema e se addirittura vendi dischi sei proprio uno stronzo) o da tutti questi gruppi neohard/sludge/grunge/goth/stoner del cazzo che veramente non se ne può più.

Non ve ne sbatte una minchia delle mie fandonie? Beh, dopotutto siamo in un paese democratico (ancora per poco). Curiosi? Fate bene. Date un’occhiata qui e se vi capita andate a sentire i Low Frequency Club perchè ne vale davvero la pena. Mi sono perfino divertito. Chapeau. Alla prossima raga! ;)

Low Frequency Club


Ronald Frank “Ron” Asheton (17/07/1948 – 06/01/2009)

Martedì 6 Gennaio 2009

The Reverend

E così la Befana del rock’n'roll ci ha portato il suo sacco di carbone…

R.I.P.

:(

http://en.wikipedia.org/wiki/Ron_Asheton